SINOSSI
Paciulì è l’essenza di un ideale. Dalla ricerca di libertà e anticonformismo degli anni settanta, al sogno di una vita in campagna, dedita a coltivare bellezza e una vita sana. Sonny è ospite per una breve vacanza a Poggio al Sole, la splendida dimora di campagna della sua amica Lia; progetto di vita cui anelava anche lei, fino alla dolorosa separazione da Marco.
Durante l’assenza di Lia, in vacanza a Budapest, Poggio al Sole in un lento disvelarsi di ricordi, si trasforma e, da luogo incantato di spleen e bellezza, diventa per Sonny teatro di un malessere sempre più acuto, interrotto qua e la da strane telefonate di Lia. Allora gli oggetti che prima riportavano a simpatici déja vu, tornano a paralizzarsi nella fissità d’inutili suppellettili, fino ad apparire odiosi simulacri di una scelta di vita ipocrita.
Dalla rêverie alle contraddizioni di uno stile di vita che mette a nudo rivalità e opposte visioni. Gli eventi che precipitano verso un incubo inatteso, cancelleranno per sempre l’acquerello di illusioni a cui fino a quel momento Sonny è ancora legata.
INCIPIT
Ha già percorso almeno tre curve. Anzi, probabilmente sei, perché uscendo dal cancello, dopo avermi cercata ancora una volta con il sorriso triste di chi deve partire per forza, ha inforcato la sinistra anziché la destra. L’ho visto sparire dietro un campo, seguito dal furore di un nuvolone di polvere. Poi tornare in qua, verso la direzione giusta. Non ha più guardato verso la casa. Ha tirato dritto. Per non stare troppo in pena, immagino.
Nei pigri vortici di quest’aria di Toscana, le punte dei cipressi dondolanti creano uno strano effetto di vertigine; tanto più forte, se paragonato alla sensazione di assoluta fissità, di silente e sensuale calura dei giorni passati.
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