C’è quella brezza capace
di farti ballare
Eterna tu, come lava e terra madre
Tu che scruti il mare, Ossidiana
e conosci i suoi abissi
ti muovi opalescente, sai fluttuare
Davanti a un orizzonte sfumato
da qui ti guardo e torno
al battito di un azzardo passato
Ti volti di scatto, hai caviglie sottili
occhi neri e una tunica di latte
fiuti rotte, sospesa su trame di fili
Oh sì vita mia, facciamo un bel castello
sabbia, stecchi e piccole conchiglie
in bilico, sul bordo di questo ritmo frastagliato
in bilico, sul bordo di questo ritmo che incalza
in bilico, sul levare di questo suono bello
Eccolo, ancora resiste furente
eroso da lunghe lingue di risacca
di questa notte così viva, così indecente
Il nostro bel sogno lavato via
e ci ritroviamo umani, un po’ stelle, un po’ vulcani
e ci ritroviamo nudi nell’onda, nel tutto, nella poesia